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Area 10 - Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico artistiche >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10761/1119

Issue Date: 13-Mar-2012
Authors: Reina, Giuseppe
Title: Una pianificazione paesaggistica sostenibile in Sicilia:Ecomusei e mappe di comunità
Abstract: La firma a Firenze il 20 ottobre del 2000 della convenzione Europea del Paesaggio e la recente approvazione del Codice dei Beni e delle Attività Culturali e del Paesaggio, che rappresenta l adeguamento della normativa nazionale specie per quanto attiene ai criteri della pianificazione paesistica concordati a livello europeo, costituiscono elementi di innovazione nelle complesse tematiche connesse al paesaggio e si inseriscono in una vivace stagione di dibattiti che aveva avuto un primo importante momento di confronto nella Conferenza Nazionale sul Paesaggio tenutasi a Roma nell ottobre del 1999. In particolare, il nuovo Codice recepisce interamente la necessità di assicurare attenzione ai valori di tutto il territorio e quindi estende lo studio a tutti i paesaggi, anche a quelli caratterizzati da qualità minime o addirittura privi di qualità, perché interessati dalle pesanti trasformazioni operate dal rapido e caotico sviluppo socio-economico dell età moderna. Tutela e pianificazione del paesaggio siciliano sono temi di grande attualità ed è utile che si definiscano modelli in grado di indirizzare una corretta pianificazione del territorio che valorizzi le potenzialità del patrimonio artistico, del sistema agro-forestale e delle sue capacità di contrastare i processi di alterazione dei territori del sistema città . Tuttavia, la messa a punto di adeguati interventi legislativi e/o pratiche, in grado di tutelare e valorizzare questa importante risorsa culturale ed economica risulta di difficile definizione. Se da un lato, infatti, esiste una domanda forte di preservazione delle biodiversità del territorio siciliano da parte della collettività, dall altro tale richiesta deve conciliarsi con le esigenze dei processi di urbanizzazione. La soluzione appare complessa e richiede la predisposizione di una pianificazione basata su indicatori fisici e qualitativi appropriati che tenga conto delle preferenze espresse dalla collettività in tema di utilizzazione dei suoli e che governi globalmente le trasformazioni, prevedendo anche la riqualificazione delle parti compromesse e degradate, fino ala creazione di nuovi paesaggi coerenti e integrati. Per raggiungere questi obiettivi è necessario che gli strumenti di pianificazione siano dotati di adeguati contenuti conoscitivi, che permettano di analizzare i caratteri che identificano i paesaggi e di affrontare gli aspetti prescrittivi e le scelte propositive. La Regione Sicilia, sin dall attuazione della legge Galasso del 1985, si è dotata di una metodologia per la redazione dei piani paesaggistici Linee Guida del Piano territoriale Paesistico , di cui darò ampia descrizione nella prima parte di questo lavoro specificando le peculiarità tutte siciliane dei piani paesaggistici. Ma l iter per l approvazione dei Piani, nei 17 ambiti in cui è suddiviso il territorio regionale appare ancora oggi estremamente difficoltoso. I piani di Ambito sono stati tutti elaborati, redatti dalle 9 sovrintendenze, ma non è stata emanata una legge regionale specifica per la loro approvazione, per cui ci si riferisce alle norme nazionali, al Codice Urbani. Per tale ragione si applica la legge del 1940 in tema di beni culturali, con le procedure in essa previste: concertazione, affissione all Albo Pretorio del Piano nei Comuni per 60 giorni etc. La Regione Piemonte da molti anni e per ultima la Regione Puglia hanno sperimentato l elaborazione di strumenti non coercitivi, da affiancare alla pianificazione tradizionale come gli Ecomusei, argomento che affronterò nella seconda parte di questo lavoro.
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