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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10761/141

Issue Date: 3-May-2011
Authors: Garbin, Emanuele
Title: Il bordo dell'Essere. L'ontologia per immagini della pittura di Gerhard Richter
Abstract: Questo studio ha come oggetto evidente l'opera di un pittore contemporaneo, Gerhard Richter, ma e' meno un saggio di storia delle arti visive che il capitolo di una piu' ampia fenomenologia della visione. L'opera di Richter e' stata scelta come oggetto esemplare di un'indagine sullo statuto di realta' e sul contenuto di verita' delle immagini. La tesi di questa ricerca e' che l'intera opera del pittore tedesco sia una continua interrogazione sull'essere delle cose e sull'Essere piu' generale. I temi ricorrenti nella sua arte - la dispersione dei contorni, la confusione dei riflessi, l'agnosia visiva, la stratificazione delle immagini, la sospensione delle identita' degli oggetti e del soggetto, l'intervento del caso - sono tutte declinazioni dello stesso stupore per la consistenza del reale. Alla luce di questa ipotesi gli strumenti critici sono stati trovati in due ambiti in apparenza lontani. La pittura di Richter e' stata incrociata per la prima volta con il pensiero sull'Essere di filosofi come Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, scoprendo sorprendenti corrispondenze, e allo stesso tempo e' stata interpretata internamente ad una fenomenologia del visibile, con riferimento all'intera storia delle forme proiettive. L'intera opera di Richter e' stata presa in esame: in primo luogo il catalogo dei dipinti, poi quello dei disegni, degli acquerelli, delle foto dipinte, poi ancora quello delle edizioni a stampa e infine la raccolta delle migliaia di foto dell'Atlas, documentazione e "opera totale" al tempo stesso.
This study has as its object the work of a contemporary painter, Gerhard Richter, but it is less an essay on the history of visual arts than the chapter of a broader phenomenology of vision. Richter's work was chosen as exemplary of a survey on the status of reality and the truth content of the images. The thesis of this research is that the entire work of the German painter is a continuous questioning about the being of things and the Being itself. Recurrent themes in his art - the dispersion of the contours, the confusion of reflections, visual agnosia, the layering of images, the suspension of the identity of objects and subjects, the intervention of the case - are all variations of the same wonder at the consistency of reality. Critical tools were found in two seemingly distant fields. Richter's painting was crossed for the first time with the thought on Being of philosophers such as Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, discovering amazing matches, and at the same time was considered inside a phenomenology of the visible, with reference to the entire history of projective forms. The entire work of Richter has been taken into consideration: first, the catalog of the paintings, then those of drawings, watercolors, overpainted photographs, and even that of graphic and photographic editions, and finally the collection of thousands of photos and sketches of the Atlas.
Appears in Collections:Area 08 - Ingegneria civile e architettura

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