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Issue Date: 28-Feb-2014
Authors: Zuppetta, Adriano
Title: Processi di fagliamento nei livelli crostali superficiali e valutazione del potenziale sismogenetico in Appennino molisano-sannita: La conca di Bojano
Abstract: Nell ambito del presente lavoro sono stati effettuati studi morfostrutturali e di tettonica quantitativa nell area della Conca di Bojano, un bacino intramontano allungato in direzione NO-SE tra il Massiccio del Matese a ovest e i Monti del Sannio a est, e delimitato a sud dalla Sella di Vinchiaturo. Si tratta di un bacino tettonicamente instabile, interessato in tempi storici da una persistente attività sismica che nel 1805 si è concretizzata in un terremoto, il terremoto di Bojano, tra i più disastrosi tra quelli verificatisi nell Appennino molisano-sannita con la perdita di più di 10000 vite umane oltre ad ingenti danni materiali. Al fine di datare i principali eventi deformativi che hanno interessato l area in esame, una particolare attenzione è stata dedicata alle analisi morfo-strutturali effettuate sui depositi mio-quaternari, nonchè alla attendibilità delle loro età assolute e/o relative. I risultati ottenuti hanno consentito di ricostruire un quadro generale dettagliato dell evoluzione morfo-tettonica della conca e i legami ivi intercorrenti tra tettonica e sismicità. Nel corso del Miocene superiore-Pliocene si sono verificati due eventi tettonici responsabili delle principali deformazioni compressive materializzate nel thrust di M. Celara e nel thrust dell Unità del Sannio: a un primo evento a direzione NNE-SSW ha fatto seguito una compressione WSW-ENE. Inoltre, due tipologie di distensione hanno controllato l evoluzione dell area della conca e dei rilievi che la circondano: - fase che precede le principali compressioni Si tratta di un evento distensivo a direzione submeridiana NNE-SSW che ha interessato il Matese e i Monti del Sannio all altezza del Miocene superiore; - fase che post-data le principali compressioni Si tratta di eventi distensivi a direzione submeridiana NE-SE (prevalente) e NW-SE che si sono manifestati dopo la fase compressiva del Pleistocene inferiore. Questa fase è contemporanea al maggior sollevamento della catena appenninica, all attività vulcanica HK del Roccamonfina, nonchè all instaurarsi del bacino lacustre di S. Massimo. Gli studi svolti sui terremoti che hanno investito l area in tempi storici - vedi p.e. il disastroso terremoto di Bojano del 1805 responsabile di una distensione N18-30 dedotta da ricerche di paleosismicità e la sequenza sismica occorsa tra Campochiaro e Sassinoro nel 1997 che è stata il motore di una distensione N349 dedotta dall analisi dei meccanismi focali dimostrano che esse sono attive ancora oggi. In particolare, per quanto riguarda l evento del 1805 legato alla faglia di Bojano, tenendo conto dei parametri caratteristici della struttura, abbiamo effettuato una stima della magnitudo attesa, dei tempi di ricorrrenza e della deformazione verticale accomodata al tetto della faglia. Infine per l evento sismico del 1997, a fronte della sua bassa energia l analisi delle foto aeree ha consentito di individuare un lineamento a direzione NNE-SSW che attraversa la sua area epicentrale. Sul terreno al lineamento sono associate poche fratture sub-parallele di cui una sola è risultata essere una faglia normale inclinata di 60° verso E-SE. Si è pertanto ritenuto che il lineamento individuato sia l espressione superficiale di una struttura sismogenetica crostale attualmente a debole espressione energetica, ma che potrebbe riattivarsi in futuro per accomodare l attività anche di forti terremoti. In definitiva, quanto sopra esposto ci ha portato a concludere che la sismicità recente e attuale, in uno con le associazioni di faglie con essa coincidenti, sia legata a partire dal Tardiglaciale a fasi tettoniche caratterizzate da assi sigma3 responsabili di una distensione sia in direzione NE-SO dominante (Faglie di Bojano e di Colli della Defenza), sia NO-SE subordinata (Conoide di Campochiaro e Sequenza sismica del 1997).
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