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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10761/1701

Data: 28-set-2015
Autori: Salvati, Valentina
Titolo: Development of effective lung cancer therapies based on lung cancer stem cells targeting
Abstract: Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta circa l 80% di tutti i tumori al polmone ed è il cancro più comune e più mortale al mondo. Il trattamento convenzionale per il NSCLC in stadio avanzato è stato basato per molto tempo sull uso della chemioterapia, ma con basso impatto sulla sopravvivenza . Una migliore comprensione dei meccanismi molecolari coinvolti nel processo di tumorigenesi e una maggiore capacità nell identificazione di specifiche alterazioni genetiche come bersagli terapeutici, hanno portato ad un significativo avanzamento verso lo sviluppo di terapie più efficaci. Il recettore del fattore di crescita dell epidermide (EGFR) è spesso over-espresso nel NSCLC ed è considerato un promettente bersaglio terapeutico per il trattamento di questo tumore. La presenza di mutazioni nel gene EGFR sono un importante predittore di risposta agli inibitori dell EGFR. Sebbene gli inibitori dell EGFR di prima generazione hanno mostrato incoraggianti risposte cliniche nei tumori al polmone, quasi tutti i pazienti sviluppano resistenza al trattamento nel corso del tempo. La resistenza ai trattamenti potrebbe dipendere anche dalla presenza delle cellule staminali tumorali (CSCs), una sottopopolazione di cellule intrinsecamente resistenti. Così, lo studio delle cellule staminali tumorali del polmone, potrebbe essere uno strumento efficace per l identificazione e validazione di bersagli terapeutici innovativi contribuendo all'introduzione di importanti miglioramenti nell ambito dell oncologia clinica. Pertanto, la terapia mirata verso l EGFR continua ad evolvere in seguito alla scoperta della sensibilità agli inibitori tirosin-chinasici da parte di pazienti caratterizzati da mutazioni attivanti del gene EGFR. Tuttavia, circa il 10-20% dei pazienti privi della mutazione dell EGFR, beneficiano anch essi del trattamento con gli inibitori TKIs, suggerendo che potrebbero esistere altri determinanti di risposta al trattamento, indipendenti dalla mutazione del recettore. Questo progetto, quindi, è stato focalizzato sull analisi della via di segnale dell EGFR e sullo studio della sensibilità delle cellule staminali tumorali di polmone e di modelli murini da esse derivati, agli inibitori dell EGFR, al fine di identificare possibili biomarcatori predittivi di risposta agli TKIs, in cellule prive della mutazione dell EGFR. Questo studio ha portato all identificazione della fosforilazione dell EGFR al residuo tirosina 1068, ma non 1173, come potenziale marcatore di risposta all Erlotinib nelle cellule staminali tumorali di polmone e negli xenografts da esse derivati. Inoltre, anche linee cellulari commerciali di polmone sensibili all Erlotinib, esprimevano pEGFR-tyr-1068 indipendentemente dalla mutazione dell EGFR, così, l espressione di pEGFR-tyr1068 nelle cellule staminali tumorali di polmone è risultata essere associata ad una risposta positiva al trattamento con l Erlotinib. La valutazione, mediante immunoistochimica, dello stato di fosforilazione dell EGFR in pazienti con mutazione e senza mutazione del recettore, ha portato a correlare solo pEGFR-tyr1068 e non pEGFR-tyr1173, con la mutazione dell EGFR. In base a questi dati, quindi, è possibile ipotizzare che l identificazione del livello di fosforilazione dell EGFR al residuo tirosina 1068 nei tumori dei pazienti, permetterebbe di individuare tumori con e senza mutazione dell EGFR ma caratterizzati da attivazione del recettore, in grado probabilmente di rispondere in modo positivo al trattamento con l Erlotinib. Questi studi potrebbero avere importanti implicazioni terapeutiche per il trattamento dei tumori al polmone e potrebbero permettere ai pazienti con NSCLC di essere selezionati per terapie più efficaci e meno tossiche.
InArea 05 - Scienze biologiche

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