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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10761/254

Issue Date: 5-May-2011
Authors: Chiarello, Gabriella
Title: Rumor: Tra Catania e Orleans
Abstract: Nel caso d'Orleans come in quello di Catania non si segnala alcuna misteriosa sparizione, i fatti non sono realmente accaduti: il rumor crea l'evento. Come in un sogno in cui fantasia e realta' si confondono, la memoria collettiva si appropria del mito fluttuante, lo ancora alla realta', e di quello si serve per gridare a gran voce il proprio turbamento e le proprie contraddizioni. Tutto cio' allora sembra essere prova del fatto che quelle contraddizioni e quei turbamenti in realta' non abbandonano mai il corpo sociale ma da questo vengono riprese ed esternate quando una lettura del contesto da parte degli attori viene interpretata come sovraccarico d'ambivalenza. E' chiaro che espressa in questi termini la lettura contestuale non sara' mai espressione di una crisi oggettiva: due citta', contesti differenti, contraddizioni differenti. Ma la questione nodale sembra essere un'altra. Due citta' con contesti e contraddizioni differenti alle spalle, in tempi lontani l'una dall'altra adottano lo stesso modo di procedere: una forza mitopoietica accomuna le due citta'. Se dunque la lettura e la conseguente interpretazione del contesto sono lasciate agli attori e trovano senso se inserite in quel contesto, il ricorso a spiegazioni dal carattere mitologico e la ricerca di colpevoli potrebbero invece accomunare l'intera societa'.
In the case of Orleans as in Catania, no mysterious disappearance has been reported, the facts did not really happen: the rumor creates the event. As in a dream in which fantasy and reality mingle, the collective memory takes possession of the floating myth anchoring it to reality using it to shout loudly its own disturbance and contradictions. Then everything seems to be evidence that those contradictions and disturbances actually never leave the social body but these are recovered and expressed when a reading of the context by the actors is interpreted as overload of ambivalence. It is clear that the contextual reading expressed in these terms will never be expression of an "objective" crisis: two cities, different environments, different contradictions. But the crucial issue seems to be different. Two cities with different contexts and contradictions behind, in distant times one to the other, take the same approach: a mythopoeic force unites the two cities. If the reading of the context and its interpretation is left to the actors and finds direction when put in that context, then the use of mythological explanations and the search for culprits could unite the entire society.
Appears in Collections:Area 14 - Scienze politiche e sociali

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