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Issue Date: 6-May-2011
Authors: Croce, Orazio
Title: Influssi del De amore di Andrea Cappellano nella Scuola poetica siciliana. Una revisione critica.
Abstract: Lo scopo della tesi e' il riesame critico del rapporto che intercorre tra il De amore di Andrea Cappellano e la Scuola poetica siciliana alla corte di Federico II di Svevia. Gli studiosi, tradizionalmente, hanno trovato nella poesia siciliana un grande influsso della dottrina cappellaniana, basandosi essenzialmente su poche e deboli somiglianze contenutistiche o lessicali. Questo giudizio si basa, a sua volta, su un'interpretazione cortese del trattato risalente alla critica positivista di Gaston Paris e Pio Rajna, i quali, per primi, hanno considerato il De amore come una comoda e rassicurante codificazione della dottrina cortese. La critica posteriore ha contestato questa tradizionale visione del libro di Andrea e ha elaborato una serie di varianti interpretative che presto si sono consolidate in veri e propri paradigmi. Questi paradigmi sono stati individuati nella prima parte della tesi. In base a queste nuove interpretazioni, il De amore di Andrea Cappellano e' visto come un testo ironico, di provenienza clericale e con il preciso intento di condannare l'amore umano nella sua veste letteraria cortese. Sul versante della ricezione, gli studi hanno dimostrato che il De amore fu recepito, prima di tutto, come un trattato morale sull'amore umano, che intendeva condannare la cupiditas. L'assoluta assenza di citazioni letterarie del De amore nella letteratura volgare, nel XII secolo, e i primi casi di ricezione dotta, in Nord Italia, all'inizio del XIII secolo, confermano questo trend. Nella seconda parte della tesi si prende in considerazione la ricezione del De amore nella poesia sveva. Nella lirica siciliana giocano un ruolo importante due vettori culturali: la poesia trobadorica e la tradizione scientifica coltivata alla corte di Federico II. Dal momento che non esistono prove di una tradizione manoscritta del De amore nel regno di Sicilia, e' necessario cercare nella poesia trobadorica e nella tradizione scientifica federiciana quei contenuti dottrinali che gli storici della letteratura e i filologi attribuiscono ad un influsso diretto del De amore. Nel caso siciliano e nella maggior parte della letteratura volgare anteriore agli esordi del XIV secolo, l'applicazione della dottrina di Andrea Cappellano non e' giustificabile in quanto, nel XII e XIII secolo, il trattato era ancora gravato da una significazione anticortese che si attenuera' solo con gli esordi del XIV secolo. Per questo motivo l'uso del De amore per spiegare la natura dei testi cortesi e' un'operazione illegittima che si basa su una visione errata del libro di Andrea e non accettabile alla luce della critica moderna. La complessita' e l'ambiguita' del libro di Andrea, ridotto a un semplice manuale della fin'amor, rendono incerto l'uso della sua dottrina per la comprensione della letteratura cortese.
The dissertation's aim is to deal with the relation between the De amore by Andreas Capellanus and the vernacular poetry at the court of the Emperor Frederic 2nd in Sicily's Kingdom. Traditionally, scholars have noticed that the Sicilian lyric has been widely influenced by Andreas's doctrine according to the use of few and fine similarities of contents. In its turn this judgment is based on an old courtly interpretation of the treatise due to G. Paris and P. Rajna, who first have seen a comfortable codification of courtly love system in Andreas' book. The following criticism has contested this traditional vision of Andreas' treatise and has elaborated many interpretative paradigms which are dealt with in the first part of the dissertation. In De amore modern scholars notice an ironic underground which makes the treatise incompatible with a courtly interpretation. Andreas' aim would be a hard attack against the courtly values system, which he would consider malicious towards the human society. On the other hand Andreas' book reception history has shown that the De amore, first of all, was interpreted as a moral treatise on human love whose aim was to condemn the cupiditas, taking the literary love as model. The absolutely absence of literary quotations in De amore in 12th century, and the first performances of reception, in North Italy, in the beginning of 13th century, confirm this trend. In the second part of the dissertation the Sicilian case has been taken into consideration. In the Sicilian lyric two main vectors play an important role: the troubadours lyric and the medieval scientific tradition grown and spread around Magna Curia. Since there are no manuscript evidences that the De amore belonged to the royal library or that at least the treatise was known by the Sicilian poets. It is certainly necessary to research in the troubadours tradition and in the scientific one, the doctrinal contents which scholars often ascribe to Andreas Capellanus. The application of Andreas Capellanus's doctrine to explain courtly poetic texts is not justifiable because it makes alive a love conception that is no longer acceptable in the light of modern criticism. The complexity and ambiguity of Andreas' book, reduced to a simple handbook of courtly love, make difficult and unsafe to use its doctrine to understand courtly literature.
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