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Area 10 - Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico artistiche >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10761/979

Issue Date: 10-Feb-2012
Authors: Monaco, Salvina Rosaria Agrippina
Title: "È dunque vano il tuo nome, patria?". Luigi Capuana, uno scrittore politico
Abstract: La centralità che la Sicilia aveva conosciuto durante le vicende risorgimentali sembrò riproporsi, a partire dalla metà degli anni Settanta del sec. XIX, con l avvento al potere della Sinistra storica e, con essa, della classe dirigente meridionale, di cui quella era prevalentemente composta: la Sicilia sentiva di potere finalmente avere il ruolo centrale che le spettava per i suoi molti meriti risorgimentali. La collocazione di un scrittore siciliano come Luigi Capuana in questo periodo storico cruciale e il corrispondere della sua più alta produzione letteraria, sia critica che narrativa, con la fase in cui l Isola si trovò al centro di fondamentali vicende storiche e politiche italiane specie durante la cosiddetta età crispina si sono ritenuti elementi meritori di attenzione: a partire dalla considerazione dell ineluttabilità di una contaminazione politica della produzione capuaniana, in questa si sono cercati i rimandi espliciti e meno al delicato momento storico. È stato così possibile dare dello scrittore e della sua stessa teorizzazione veristica un interpretazione più articolata e completa. Il lavoro ha puntato a una ricostruzione del periodo storico preso in esame, con particolare riferimento ai fatti siciliani e alle scelte di politica nazionale riguardanti la Sicilia; da tale ricostruzione si è cercato di fare emergere il sentimento isolano che via via andò maturando fino a giungere all espressione di chiara valenza politica della sicilitudine offesa che lo stesso Crispi contribuì ad alimentare e a cui un Capuana sempre più crispino diede voce, in particolare con la sua opera politica più significativa, La Sicilia e il brigantaggio, del 1892, la quale, riproponendosi in più punti dello studio, di questo finisce con il costituire una sorta di fondamentale filo rosso.
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